13 settembre 2007

Mille splendidi soli

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Vi prego, andiamoci piano con le parole…

Dovunque il secondo romanzo di Khaled Hosseini è clacsonato “Un capolavoro! Un capolavoro!”, cosa che assolutamente non è…quindi concludo che le mie misurazioni sono sostanzialmente differenti da quelli altrui.

Non mi resta che prendere le distanze: come potreste mai definire “un capolavoro” un’abbuffata al fast food (anche se state morendo di fame e si sa che la fame è un buon condimento) o una pizza fumante e birra fredda davanti alla partita ( anche se, sono sicura, in un momento così non potreste desiderare altro)? Un capolavoro, per proseguire la metafora, è una cena elaborata, composita, inserita in un contesto perfetto, dal vino all’atmosfera, evento unico ed irripetibile, il cui ricordo rimarrà fissato per sempre.

 

Mille splendidi soli è semplicemente un romanzo non tanto ben costruito (la trama non si amalgama, ma giustappone delle sequenze), pessimamente scritto (vedi sotto le voci: banale, noioso, spesso melenso, corretto senza essere originale, piatto e semplice semplice semplice), privo di un serio approfondimento psicologico dei personaggi, portatore di una morale lapalissiana, cioè che “il dito accusatore di un uomo troverà sempre una donna a cui dare la colpa”. Questo è abbastanza vero in qualunque parte del mondo, non c’è bisogno di andare fino in Afghanistan.

 

La vicenda di Mariam, figlia illegittima nell’Afghanistan degli arcaici vincoli sociali, si svolge inevitabile e triste nella rassegnazione di sé e in un limbo di anni uguali a se stessi, fino alla casuale collisione con un’altra donna, Laila, più giovane e volitiva, che porta in sé la fiammella della speranza e la pietra preziosa della determinazione. Unendo le loro vite e le loro forze, riescono ad ottenere quel primo, piccolo, ma importante riscatto sulla via per un mondo migliore.

 

Quello che emoziona in questo romanzo è proprio il filo di un’esistenza femminile destinata – e a volte votata – all’infelice secolare sottomissione all’uomo, alla logica del potere e della forza, cioè quello che è sempre accaduto, ed ancora oggi accade in molte realtà nostrane e non, e in cui soprattutto noi donne ci identifichiamo per ancestrale abitudine o per la nostra proverbiale coda di paglia.

Tragico e romantico insieme, doloroso e commiserativo, l’impianto del romanzo è smaccatamente ricattatorio, dal momento che ci sfida a non commuoverci di fronte all’infinita serie di tragedie storiche e sociali in cui occorrono le protagoniste. Si legge molto in fretta, presi più dalla corrente superficiale del cosa succederà che da una inesistente forza trascinante e profonda.

Commenti

ho letto quest'estate l'altro "capolavoro" di hosseini, "il cacciatore di aquiloni". dopo una prima parte interessante (ma nulla di più), l'ho trovato noioso, retorico e persino banale. non credo che leggerò quest'altro....sempre molto belle le tue recensioni. un abbraccio, af

Scritto da: amica.fragile | 13 settembre 2007

povero mica tanto. dopo due anni sono tornata strisciando. :)

Scritto da: Iena | 13 settembre 2007

Un idealista di sinistra....che oggi ha visto 3, dicasi tre, films con la Regina. E mica poco !
P.s. Bentornata !

Scritto da: haikumeccanico | 13 settembre 2007

Come Amica Fragile, non era un capolavoro quell'altro, figuriamoci questo.

Scritto da: haikumeccanico | 13 settembre 2007

La foto che hai visto nel blog è stata scattata da mio fratello pochi giorni fa.E' quello che abbiamo visto dal nostro laboratorio.Un "lavoretto" come se ne fanno tanti a Napoli.Il guaio è che molti sopravvivono giocandosi la vita perchè è quello che trovano anche dopo aver cercato bene.
Sempre un piacere leggerti/vi dalle mie parti.
artista1969

Scritto da: artista1969 | 15 settembre 2007

preferirei conservare un'anedottica piatta e insulsa!

Scritto da: Iena | 17 settembre 2007

bentornata sei mancata molto a queste lande, sappiscilo!

Scritto da: la reine | 21 settembre 2007

Ho sempre pensato che il mondo dell'editoria percorra strade che a noi umani non è dato di conoscere.

Scritto da: notimetolose | 24 settembre 2007

Ho visto diverse volte la Regina..spero ti abbia inviato i miei saluti.
Ho letto metà de "La Masseria delle allodole"...è raro che accada, l'ho abbandonato scientemente. C'è il dramma, ma la letteratura dov'è ? Un peccato.

Scritto da: haikumeccanico | 25 settembre 2007

bentornata. ho già preso l'appunto...sarà il mio prossimo acquisto (ne avevo già sentito parlare, ma tu mi hai dato l'imput). sto finendo di leggere "caos calmo" di veronesi. sai che non mi dispiace affatto, anche se non amo particolarmente gli scrittori italiani? buona giornata, af

Scritto da: amica.fragile | 28 settembre 2007

cavolo...ma questo commento era per il post successivo. a volte mYblog fa le bizze. un abbraccio e a presto

Scritto da: amica.fragile | 05 ottobre 2007

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