30 maggio 2007
Le pecore e il pastore

Gli anni passano per il maestro Camilleri, non è un mistero, e forse essi lo liberano dalla necessità di stupire il mondo; non ha più bisogno di comporre opere prime, catturare il succo della terra siciliana e tradurlo in storie.
Fino ad ora abbiamo potuto godere di un prodotto letterario finito. In questa occasione ha forse voluto accompagnarci dietro le quinte della composizione di un romanzo, dove nasce l’idea, dove si fiuta la storia, per mostrarci come si insegue il sottile filo che unisce la realtà alla finzione letteraria, dove la storia e le storie si confondono in una voce narrante.
“Le pecore e il pastore” non è un romanzo, né un racconto in sé, bensì il racconto di come comincia un racconto, cioè il luogo mentale dove ha origine la scintilla creativa, una nebbia densa di indizi e personaggi che man mano si rischiara in diversi piccoli intrecci, ancora seperati da nessi mancati, caratterizzato da piani temporali ancora sfasati, disomogeneità di luoghi, motivazioni deboli, scarsi elementi.
La scintilla scatta leggendo in un libro una breve nota a piè di pagina, una postilla quasi insignificante che, però, lascia intravedere tutto un mondo di interrogativi. Camilleri ci spiega quale grande piacere sia seguire l’indizio, comparare le prove, verificare l’attendibilità delle fonti, scoprire il dettaglio , l’informazione, l’intuizione che ci spinge più in là, più vicino a quale verità o segreto non sappiamo ancora, ma che pregustiamo, come una caccia al tesoro, sofferta, piena di vicoli ciechi, false piste, dove il tesoro è magari reale, ma irraggiungibile.
La morale è che, come sempre, il piacere più grande, sta nella ricerca….
a) dove (ubi)
Camilleri ci guida in un tour storico investigativo nei luoghi che costituiranno lo scenario del “fatto”:
1) l’eremo boscoso della Quisquina, sopra Palermo, che Rosalia Sinibaldi, futura santa patrona della città, nel XII secolo, scelse come luogo di ritiro mistico. La Quisquina diventerà via via nei secoli un rifugio di santi e peccatori, di fuggitivi e asceti, accogliendo prima e tradendo poi, infine, nel XIX secolo, “Il pastore”.
2) il convento di monache benedettine del San Rosario di Palma, fortemente voluto dalla famiglia Tomasi, principi di Lampedusa, nel XVII secolo; nelle sue celle trovarono perpetua dimora le figlie in tenera età dei Tomasi, antesignane de “le pecorelle”, quasi sacrificate sull’altare di un fervore mistico totalizzante.
b) chi (quis)
I personaggi che si muovono, inconsapevoli, gli uni verso gli altri, in un sentiero tracciato in tempi diversi.
1) Giovanni Battista Peruzzo, Vescovo di Agrigento, difensose dei diritti dei contadini nella terra principe del latifondo, la Sicilia. Simbolo della contraddizione in seno alla Chiesa, combattuto tra l’anima povera e l’anima ricca, tra la giustizia e la sottomissione, tra la missione e l’obbedienza.
Amato e temuto da molti, subisce un agguato quasi mortale nel perimetro sacro e profano della Quisquina; la sua sopravvivenza sembrerà ai più un segno della benevolenza divina.
2) Suor Maria Crocifissa della Concezione, secondogenita di Giulio Tomasi e di Rosalia
Traina, venuta al mondo con un destino monastico, nel 1658 a soli 13 anni entra nella clausura del convento del San Rosario di Palma, insieme alle sorelle. Tra digiuni, preghiere, cilici e frequenti estasi, leggenda vuole che il Diavolo in persona intrattenesse un carteggio con lei e, alla fine, deluso, le lanciasse addirittura un sasso. Il suo sventolato ideale mistico, la sua abnegazione in nome dell’obbedienza, nonostante vari indizi facessero pensare più ad un disagio psichico che ad una naturale vocazione, la portarono alla soglia della santità, e ne fecero un esempio per tutte le future consorelle.
c) cosa, in che modo (quomodo) e quando (quando)
Il fatto in nuce si distingue in due fasi: nel 1956 il vescovo si trova alla Quisquina in compagnia dell’amico Don Graceffa, quando ignoti gli sparano. La ferita è molto grave, ma Peruzzo resiste fino all’arrivo dei soccorsi e, dopo vari giorni in bilico tra la vita e la morte, si salva. Sebbene in molti avessero interessi politici alla sua dipartita, soprattutto per la sua pozizione a favore dei contadini, la stampa, le forze dell’ordine e infine il processo stesso non ne fanno mai cenno, e tutto si risolve in una questione di banditismo.
Contemporaneamente a questi fatti, nei giorni in cui Peruzzo si trova in condizioni gravi, la comunità del monastero benedettino di Palma di Montechiaro, guidato dalla Badessa Enrichetta Fanara, per unanime consenso, sacrifica la vita di 10 giovani suore in un patto con Dio per il quale, a fronte delle 10 vite, sia fatta salva quella del vescovo.
Il fatto è inquietante. Le pecore, trascinate da fervore mistico, nella scia di tradizione del convento, commettono forse un sacrilegio di cui non si rendono conto, concedendo nuova linfa ad antichi riti pagani, a una visione del mondo precristiana, ad una febbre poco ortodossa e poco religiosa, che dal mistico sconfina assurdamente nell’eretico.
d) perché (quid)
Camilleri, e tutti i lettori con lui, si interrogano sulle ragioni che possono aver condotto a quest’epilogo, e più in generale, sulla natura dei rapporti che legano emblematicamente le pecore e il pastore, le contraddizioni mai sciolte tra clero e fedeli, tra dogmi e sentimenti.
L’autore investiga su tutti i dettagli, le sfumature, i moventi e gli sfondi psicologici, ma data la materia trattata, il suo istinto investigativo, infine, si arrende, con una domanda in punta di penna…..al di là, una storia tutta da immaginare.
Il gioco dell’investigatore ci viene servito come piatto unico, ma è solo un antipasto che ci stuzzica l’appetito e ci lascia a pancia vuota. Gli indizi, i brevi approfondimenti storici, le poche notizie costutuiscono probabilmente un buon canovaccio per una storia, non la storia stessa.
Da questo lavoro preparatorio si potrebbe forse ricavare una grande storia sicialiana di contesti, personaggi e segreti inizialmente da immaginare, lentamente da svelare, pienamente da gustare e infine completamente da portare alla luce, in una cornice romanzesca ampia e compiuta.
Le motivazioni dell’autore alla base di questa scelta rimangono insondate.
07:15 Scritto da: ondina_delmare in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (18) | Segnala | Tag: camilleri | OKNOtizie |
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Commenti
Non so se per fortuna o congiunzione astrale negativa, non ho mai letto un libro di Camilleri. Mi fido del tuo giudizio e dunque, il mio scaffale aspetterà ancora un po' prima di accogliere una sua pubblicazione. BAcio.
Scritto da: noti | 31 maggio 2007
Il saluto futurista si sposò con un saluto meno glorioso.Per evitare equivoci, ti lascio il mio buongiorno.
artista1969
Scritto da: artista1969@v | 31 maggio 2007
Sto bene o sto male ? Non so leggo molto, vorace...magari una di queste volte se ci parliamo è meglio...Non riesco a scrivere di tutto e mi tocca persino lavorare sempre più frequentemente (bastardi).
Scritto da: akamota | 31 maggio 2007
Nell'attesa mi sono fatto prestare Faletti 2 e 3 (o tre e quattro ?) e li guardo (ma non ho il coraggio di leggerli).
Scritto da: akamota | 31 maggio 2007
come ti scrivono certi somari coi blogghe ciccipucci (famnelo dire, improponibili ma chissenefrega) mi vien voglia di dirti "comprerò subito questo libro!!!" a parte gli scherzi ne sei delusa, c'avessi il tempo di leggere, meno ma che ci sei tu che illumini sui pacchi o mezzi pacchi, ecco. la tua reine
Scritto da: la regina pigra | 03 giugno 2007
ho ingrandito i caratteri, signora mia. :)
Scritto da: nandokhan | 06 giugno 2007
Grazie per il sei grande, ovviamente riferito all'età.
Per quanto riguarda le voci di dissenso, sono etichettate come "demoralizzatori" e sottoposti all'iniezione mortale.
Sei grande!
Nel tuo caso non riguarda l'età.
Scritto da: Frank Einstein | 07 giugno 2007
va bene, va bene...non prolunghiamo i saluti, allora. lasciamoci così, con un arrivederci. e un bacio. Yle
Scritto da: Iena | 08 giugno 2007
ondina ti ho trovata finalmente, grazie al cielo!!!madò, avevo perso anche marianz!cherazza di diaspora...ora ti linko subito prima di riperderti!tutto ok, intanto?
Scritto da: law | 23 giugno 2007
Ci ho messo un po', ma sono riuscita a ritrovarti anche in questo nuovo "mondo". E' sempre un piacere leggerti; su Camilleri non riesco ad essere obiettiva, mi mangio tutto quello che scrive, è più forte di me. Buona domenica e a presto, Gea
Scritto da: Gea | 24 giugno 2007
Tutto bene Ondina? A volte ci penso e mi preoccupo. Devo smettere. Si, so che stai bene.
Scritto da: notimetolose | 24 giugno 2007
Più che borghese sposo il cavaliere perfettino. La categoria di supereroi con superproblemi appartiene sicuramente più a Spiderman, come tu osservi.
Per Superman ci troviamo in ambito diverso. Il personaggio si atteggia più come una figura divina (indossare il costume comporta una trasfigurazione mistico-religiosa che lo rende irriconoscibile). In tal senso la sua funzione è quella di ispirare al bene gli umani, rappresentati come esseri ordinari ed occhialuti - vedi Clark Kent.
CIAOOOOOO.
Scritto da: Frank Einstein | 26 giugno 2007
Giorgio Scianna 'fai di te la notte' Einaudi
Ti dice niente ? me l'hanno consigliato e....lo leggerò (c'entrano i Marrani !)
Scritto da: Akamota | 26 giugno 2007
"Chi è Pulcinella?"Mi piacerebbe mettere insieme l'opinione di tutti,la risposta più "estemporanea" a questa domanda.Non chiedo di svelare "il mistero di pullicenella",solo il parere personale di ognuno su questa Maschera.Gli scritti raccolti(con fonte citata,ovvero il link-blog dell'autore) faranno parte della prossima mostra "Su la Maschera" che si terrà a Napoli nel maggio 2008.Ringrazio tutti coloro che daranno il proprio contributo a quella che sarà una "pulcinellata" memorabile.
artista1969
Scritto da: artista1969 | 17 luglio 2007
Ciao cara, vedo che sei assente da molto...
Cosa ne dici di ricominciare un po' a "lavorare"?
Ciao
Scritto da: Frank Einstein | 02 agosto 2007
un saluto
Scritto da: GRANELLO2 | 01 settembre 2007
tutto bene? Dalla musica così energica si direbbe di sì. Se sei in vacanza, goditele fino in fondo.
Scritto da: notimetolose | 05 settembre 2007
bello
Scritto da: paolo | 18 aprile 2008
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