07 gennaio 2007
Il matrimonio di Liz Jones

Donna moderna e giovanile, con una carriera ben avviata corredata di stress, stipendio medio-alto, manie e idiosincrasie nella norma, affetta da shopping compulsivo, cerca marito optional, massimo trentenne, piacente e dotato, preferibilmente di spirito raffinato e amante dei gatti.
Offresi talamo a due piani con giardino privato, stereo e tv via cavo incorporati, mantenimento di qualità e possibilità di benefits da valutare in base al profilo e al potenziale: macchina, abbonamento in palestra, cene nei migliori ristoranti, week end di relax in giro per il mondo.
Liz Jones fa dell'autoironia, londinese e frizzante, il registro di scrittura di un diario-cronaca della propria vita sentimentale, incentrata sulla vera storia d'amore tra sé e il suo giovane marito, carino, mantenuto e nullafacente.
Dopo aver speso anni in preparativi per inviti mai ricevuti, risposte a domande mai formulate, interessi non suscitati, e aver investito lustri e denari in uomini che non si accorgevano nemmeno della sua presenza, incontra un ragazzo (molto) più giovane, che la corteggia. Abbandonata ogni residua prudenza, investe tutte le proprie risorse, materiali e non, nel costruire un lussuoso castello in aria. Il maritino, servito e coccolato, finisce col dimenticarsi di ringraziare e cresce insolente ed egoista, soffocato di attenzioni. La mogliettina, esausta, si ritrova con il solo desiderio superstite che tutto questo, semplicemente, finisca, e che il bel consorte faccia le valige e torni da mammà.
Liz Jones assomiglia alle donne che già si sono riconosciute in Bridget Jones: insicure e nevrotiche, alla ricerca spasmodica di ritorni affettivi, icone in fuga dal carcere dei single. Intelligente, brillante, alla moda, attenta al proprio aspetto e di buon carattere, finisce per chiedersi come sia possibile non meritarsi qualcuno alla propria altezza, come sia possibile essere scartata da uomini meno belli, meno in gamba, meno interessanti.
(Forse la causa sta nel pervicace e cieco perseguimento di ogni causa persa. Se avesse dato il benservito al pupo nel giro di un paio di capricci, invece che allevare un adolescente svogliato e strafottente, forse ci sarebbe stato spazio per una relazione perlomeno adulto/adulto. Se non si fosse intestardita a corteggiare uomini palesemente non adatti a lei (e a nessun altra...), forse ci sarebbe stato il tempo per incontri più ricchi di premesse.)
La parabola sentimentale di Liz Jones, da single a (forse) divorziata, passa per una penosa convivenza, senza il beneficio di qualche verità appresa: il suo diario autoironico diventa ben presto una cronaca dall'inferno dell'umanamente insostenibile, lucida e al contempo farneticante testimonianza di una sindrome da dipendenza.
Il lettore soffre giusto il tempo di comprendere quanto sia dannoso per lei ed estenuante per sé continuare questo calvario: a differenza della protagonista, a cui manca il coraggio di apporre da qualche parte la parola fine, egli rinuncerà sicuramente prima...
15:11 Scritto da: ondina_delmare in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (6) | Segnala | OKNOtizie |
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Commenti
Ma io i Barbari l'ho letto ! Ed anch'io l'ho adorato. Forse è meglio come saggista, che come romanziere, ma come divulgatore è grande davvero. Temo anch'io che Faletti ci chiami. p.s. Ti ho già segnalato Armi acciaio e Malattie di Jared Diamond ? E' il mio Dio.
Scritto da: akamotasan | 07 gennaio 2007
sperem! pure a te...tanti auguri, e che dio ce la mandi buona
Scritto da: layle74 | 08 gennaio 2007
ciao, rieccomi. ti spiego in due parole perchè non mi è piaciuto "in cerca di te": mi è sembrato assolutamente "inutile", ho avuto la sensazione che l'autore l'abbia scritto solo perchè ormai ogni tot di anni deve pubblicare qualcosa. lo stile di irving c'è tutto (è prolisso, descrittivo all'inverosimi le, ma la sua grandezza sta proprio in questo, secondo me), ma i contenuti li ho trovati carenti ed esili. non so se hai letto "le regole della casa del sidro": ecco, io lo considero uno dei libri più belli che abbia mai letto, perchè c'è tutto dentro, e la cosa straordinaria è che i suoi personaggi ti restano dentro per sempre, ognuno con la sua peculiarità, con i suoi modi di dire, con le sue forze e debolezze. scusami, ho fatto un poema (scrivevo anche io recensioni, tempo fa. adesso preferisco leggerle). per quanto riguarda i miei gusti letterari, mi definisco "onnivora"... .(e mangiona). un saluto e a presto, luce
Scritto da: luce.nelbuio | 08 gennaio 2007
Impareremo mai a stimarci al punto da scrivere di donne senza nevrosi, senza smanie, senza pensieri ossessivi o acquisti compulsivi?
Scritto da: notimetolose@v | 09 gennaio 2007
"Come preghiere di un rosario, scorrono
tra le mani i fotogrammi della mia vita...."
Belle parole autobiografiche di un mio amico
che ha voluto metterli nel mio blog per regalarti
un'emozione d'inverno pure a te.
Buon fine settimana da pulvigiu.
Scritto da: pulvigiu | 12 gennaio 2007
ecco di chi è la colpa! del grande fratello. illuminante. buon weekend Yle
Scritto da: layle74 | 12 gennaio 2007
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